venerdì 28 agosto 2015

Come ho incontrato Ian Somerhalder. Damon Salvatore lontano dalla telecamera.

C'è una cosa che dovete sapere di me: chi mi conosce, conosce Ian Somerhalder.
Parenti, amici, professori, non risparmio nemmeno la signora in posta che odio con tutto il cuore perchè ogni volta che tocca a me o le si rompe il computer, o mi chiede di far passare avanti gli altri perchè la mia pratica è molto lunga. Ho deciso di soprannominarla Zia Petunia, per l'incredibile somiglianza con l'attrice Fiona Shaw.


Mi perdo sempre, santo cielo. Ora però passiamo a LUI.
Mi trovavo alla Nemeton itacon, convention di Teen Wolf targata FantrasyEvents, con l'aspetto di un panda ( maledetta cerimonia di chiusura) seduta ai tavolini del bar e indovinate che facevo? Mi lamentavo. Jessie la lagna, è così che mi soprannomino ogni tanto.
(Voi non fatelo)
Dicevamo che mi stavo lamentando con Alis e Frègu del fatto che per colpa della maturità avrei dovuto saltare la Love and Blood ( convention di TVD) e quindi mi sarei persa Ian Somerhalder per il secondo anno di fila, quando Alis ha deciso di darmi speranze: " Ti troverò un modo per vederlo".
Detto fatto, qualche settimana dopo La Salvatrice  mi propone un pass scontatissimo per la convention di TVD a Bruxelles a fine maggio. Ottimo.
Dovete capire che è dal 2009 che fangirlo ininterrottamente su Smolder e che mi preparavo a quell'incontro da qualche anno. Incontrarlo era una di quelle cose che metti sulla lista di cose da fare prima di morire.
Mettiamo in chiaro una cosa, perchè la metà della gente che ho su facebook è convinta che io lo segua perchè è figo e perchè io voglia farmelo,


Io lo adoro così tanto soprattutto per il cuore enorme che si ritrova, per come si comporta e infine sì, per quegli occhioni.
Mi sto dilungando troppo, lo so, cerco di stringere, giuro.
Il mio incontro con Smoder è avvenuto poco prima della maturità e il caso/ la mia follia volle che la mia tesina fosse proprio sulla Ian Somerhalder Foundation e sapendo quanto ci tiene, non vedevo l'ora di farglielo sapere.
Il momento in cui è salito sul palco è stato strano: Ian Somerhalder era vero, esisteva. Battevo le mani e  ogni tanto stringevo la mano ad Alis, che nonostante sia prossima ad ottenere le chiavi di casa sua, era chiaramente emozionata.
Ecco qualche considerazione generale su di lui: è estremamente logorroico, soprattutto quando si parla dell'ambiente (anche se potrei ascoltarlo per ore), non ho mai sentito nessuno ringraziare così tanto, è completamente innamorato di Nikki ed è l'attore più gentile con i propri fan che io abbia mai incontrato.
Mentre ero in fila per l'autografo ha continuato tutto il tempo a salutare tutti, ogni tanto si alzava per andarsi a scusare dell'attesa con quelli più in fondo. Mentre firmava l'autografo alla ragazza prima di me mi ha fatto l'occhiolino un paio di volte. 
Perchè non ero già agitata. Giusto.




Sono sopravvissuta a questo.

Quando sono arrivata lì davanti a lui, mi ha battuto il cinque, tutta in ansia gli ho dato la lettera che avevo scritto per lui e per Nikki e senza fargli finire di dire "Grazie" ho iniziato a macchinetta a parlargli della mia tesina di maturità. Gli brillavano gli occhi. Gli brillavano gli occhi per qualcosa che avevo detto io.
Quando ho finito di parlare mi ha preso la mano, mi ha ringraziata 500 volte, mi ha detto quanto si sentiva onorato del fatto che qualcuno avesse deciso di parlare di qualcosa a lui così caro ad un esame  importante, di quanto fosse meravigliato e felice perchè siamo noi giovani a dover costruire un mondo migliore. Non vi riporto ogni parola, perchè è andato abbastanza per le lunghe ed ero troppo emozionata in quel momento per riuscire a ricordare ogni cosa, ma questo è il riassunto della reazione di un uomo umile.

Se agli autografi hai paura di impappinarti parlando, alle foto sei terrorizzata all'idea di venire così


Sono stata piuttosto fortunata perchè mentre ero in fila ha fatto pausa. " E che c'è di bello?" vi chiederete voi. Beh, immaginate di essere in una stanza con Ian davanti ad un ventilatore, sotto le luci, mentre ride e sorseggia una birra.





Prima di me a fare la foto c'era una ragazza in sedia a rotelle e lì, vi giuro, ho rischiato di piangere; lui dolcissimo e lei ancora di più, Ian non la smetteva più di abbracciarla e  di accarezzarla, il mio cuoricino è quasi esploso.
"Hello, sweetheart. How are you?" sinceramente non mi ricordo nemmeno se e cosa gli ho risposto, vedevo solo i suoi occhi e sentivo solo le sue braccia che mi stritolavano. Per un minuto non mi sono preoccupata delle luci terribili, della pioggia che mi aveva rovinato la piega, del trucco sbavato e della mia faccia da polla, ero tra le braccia di Smolder.
Prima di lasciarmi andare mi ha dato un altro abbraccio e poi mi sono nascosta in un angolino a sciogliermi.
Alla fine quando sono andata a ritirare la foto ci sono rimasta un po' male perchè non mi piacevo, ma poi mi sono accorta del fatto che non era così importante.
Il bello è che ho realizzato solo una volta arrivata a casa di averlo incontrato davvero.
Ho incontrato uno degli uomini che stimo di più al mondo, ho visto come si comporta con le persone, motivo per il quale non tollererò mai più nessuna balla del tipo "è sgarbato e non vuol fare foto con nessuno". Non vorrà fare foto con le pazze o in particolari momenti della sua vita, ma se avete da ridire su di lui, state certi che avrete da ridire su chiunque.
Detto questo, ancora non ci credo, ma spero e credo di incontrarlo ancora per poter scambiarci  due parole. Questa volta magari( ne dubito) più tranquilla.
Love you, Smolder


-Jessie

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