lunedì 14 settembre 2015

Mr Robot - Quando la poesia incontra le serie tv

Comunicazione di servizio:questa settimana non sono io a consigliarvi una serie tv per la rubrica " The Rabbit Hole", ma vi lascio nelle mani di Frégu. Buona lettura!


Ho deciso di parlare di questa serie tv perché credo che il mondo abbia bisogno di conoscerla, credo sia il momento giusto di entrare in questo meraviglioso mondo.
Dopo aver letto la trama decisi che mai nella vita avrei guardato una cosa del genere, non mi interessava l’argomento, non conoscevo il cast, e ogni volta che lo sentivo nominare ero così:



Poi però ho riflettuto seriamente. Ho pensato infatti che era la stessa reazione che ebbi la prima volta che in negozi vidi cose e cose con attaccate le frange. E ora nell’armadio sono piena di cose con le frange. Quindi se vale per la moda perché non può valere anche per i telefilm? Così ho scaricato il pilot. Alla fine in pochi episodi è diventato uno dei miei telefilm preferiti di sempre. In questo breve articolo quindi non vi voglio parlare della trama, ma delle emozioni che questo telefilm suscita.




E’ come se qualcuno recitasse una poesia. I colori, la fotografia, la regia, la recitazione, è tutto estremamente delicato, ma allo stesso tempo è decisamente di impatto. Il risultato è qualcosa di ipnotico. L’opposizione tra i colori tenui delle scene e la forza recitativa degli attori è così intensa da entrarti nell’animo. E’ tutto bilanciato in modo che non sia né troppo, né troppo poco.







E poi c’è lui: Rami Malek. Un attore, secondo me, straordinario. La sua voce, la sua mimica facciale, i suoi occhi profondi, sono pura magia. Buca lo schermo, ti rende inerme. E’ sicuramente un valore aggiunto a un telefilm bello da vedere e da ascoltare.




E’ un telefilm che fa riflettere, che ti manda in confusione, che ti chiarisce delle cose, ma ti fa dubitare di altre. Il tutto però non risulta un calderone di nonsense (riferimenti puramente non casuali), ma è una confusione che ti fa provare emozioni, una confusione che prende ogni fibra dello spettatore. E, alla fine dell’episodio, rimani intontito. Umanamente provato. E credo che questo sia il più grande traguardo che un telefilm possa raggiungere.
Se avete voglia di un telefilm bello, intelligente, ben strutturato e recitato, dategli una possibilità. Non fermatevi però al pilot perché questo viaggio deve essere affrontato in tutta la sua lunghezza. E’ una storia che si svela piano all’inizio e che all’improvviso ti colpisce e ti fa capire che è davvero il telefilm giusto.



Se volete vedermi sclerare e delirare anche su altre cose o su altri telefilm potete trovarmi su:
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