venerdì 8 gennaio 2016

The Danish Girl - Recensione



Trama





Nella Copenhagen degli anni venti l'artista Gerda Wegener chiede a suo marito,Einar Wegener, di posare per lei al posto di una modella donna. La popolarità del ritratto convince Gerda a realizzare altri quadri con il marito vestito da donna. Successivamente Einar diventerà la prima persona a sottoporsi a un intervento chirurgico di riassegnazione sessuale, e Gerda sosterrà la sua decisione nonostante si renda conto che Lili non è più la persona che ha sposato. Un amico di infanzia di Einar, Hans Axgil, entra nelle loro vite, creando un complesso triangolo amoroso con la coppia.

Voto:     


Recensione

Presentato alla 72esima edizione del festival del cinema di Venezia, The Danish Girl è un film che va assolutamente visto. Il film di Tom Hooper, premio Oscar per "Il discorso del Re", vede come protagonista Eddie Redmayne, fresco fresco di premiazione dall' Academy per la sua incredibile interpretazione in "La teoria del tutto" di Stephen Hawking.
L'attore britannico veste i panni della prima transessuale della storia: Lili Elbe, morta nel 1931 in seguito ad una operazione.
Nel 2009 il progetto sembrava prevedere Nicole Kidman nei panni di Lili, mentre Charlize Theron e la Paltrow si contendevano il ruolo di Gerda, interpretata nella versione finale da una magnifica Alicia Vikander.

Lei ritrattista e lui paesaggista, Einar e Gerda sono sposati e la loro vita matrimoniale sembra andare a gonfie vele. Quello che per la coppia inizia quasi come un gioco però, sconvolgerà le loro vite perchè l'alter-ego di Einar, Lili si insinuerà sempre di più nella sua mente fino a prendere il sopravvento.

Ambientato in un'epoca dove il transgender non era nemmeno contemplabile, The Danish Girl tocca corde molto delicate, mostrando con attenzione quasi maniacale i dettagli più intimi di questo cambiamento. Basti vedere la reazione di tutti i medici che rincorrono il pittore con una camicia di forza, o gli uomini che pestano Einar per strada, o ancora il libro le cui parole mi hanno fatta rabbrividire: "Uomo normale, uomo anormale" e la parola che ricorre durante tutta la durata del film "Perversione".

Ho trovato Eddie estremamente convincente, i lineamenti androgini lo hanno certamente aiutato, ma quello che più mi ha convinto sono stati l'eleganza e lo sguardo. Gli sguardi  di confusione, di speranza, di sconforto e di gioia. A Parigi ( se non sbaglio), Einar paga per vedere una donna nuda toccarsi attraverso uno specchio; nei suoi occhi appare lampante il desiderio, non per la donna in sé, ma per il suo corpo, un corpo che vorrebbe per se stesso. Ed è così che la scena che si prospettava quella di un uomo che paga per eccitarsi davanti a una donna nuda, lascia lo spettatore attonito, perchè il pittore è lì per invidiare quella donna, è lì per imitarne i gesti sensuali, è lì per vedere ciò che vorrebbe essere.


Il personaggio però che mi è rimasto nel cuore è senza dubbio Gerda.

Personaggio dalle mille sfaccettature, intervalla egoismo ad altruismo puro, un amore totale che va al di là delle proprie necessità. Questa donna ha accettato Lili, ha appoggiato la scelta del marito anche se questo voleva dire non avere più al suo fianco l'uomo che amava e che aveva sposato. E Gerda, in realtà, non si limita ad appoggiare questa decisione, accompagna Einar verso Lili dimostrando una forza d'animo sovrumana.
Resta fedele al marito anche quando di lui non è rimasto nulla.
E a questo proposito vorrei parlare anche di Hans, che mi ha stupita in senso positivo. Mi aspettavo di trovare l'ennesimo personaggio sconvolto dal comportamento dell'amico d'infanzia e invece lo accetta, senza domande, cerca di aiutare entrambi i protagonisti e infine porta serenità nella vita della bellissima Gerda.
Molto belle le ultime due scene, non so ancora se mi hanno o meno lasciato con l'amaro in bocca, non so se gioire o essere malinconica, un po' come il resto del film insomma.
Anche impegnandomi non riesco a trovare un difetto a questo film, creato su misura per gli Academy, ideato per essere perfetto, perciò non posso far altro che consigliarne a tutti la visione.


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