lunedì 8 febbraio 2016

Inside Out Recensione - Ciak

Ciao a tutti!
Oggi devo presentarvi una nuova collaboratrice; Mary vi accompagnerà alla scoperta di taaaaaanti nuovi film.
Sono molto felice di averla nel team, prima di tutto perchè sa di che parla (si è appena laureata, quindi fatele tutti i complimenti!), ma anche perchè stavo un po' trascurando la rubrica "Ciak" e una mano fa sempre comodo.
Alla prossima! -Jessie




Voto:♥   ♥   ♥   ♥   ♥




Inside Out è un film d’animazione del 2015 targato Pixar e diretto da Pete Docter. La protagonista è la piccola Riley, una ragazzina di 11 anni che si trova a dover lottare con le sue numerose emozioni. Per la prima volta nella storia della Pixar/Disney un qualcosa di astratto come i sentimenti e le emozioni più forti diventano concrete e reali. Le cinque emozioni controllano Riley da un quartier generale inizialmente organizzatissimo. A gestire ordinatamente il tutto ci sono Joy (Gioia), che rende felice i ricordi e le varie fasi di vita della piccola Riley, Anger (Rabbia), che la spazientisce e la rende a tratti insopportabile, in modo tale da non subire ingiustizie, Sadness (Tristezza), che la incupisce e la rende triste, Fear (Paura), che la salva sempre da situazioni pericolose, ma instaura anche in lei il timore e la paura per cose apparentemente innocue e Disgust (Disgusto), che fa in modo che Riley abbia buon gusto sia nel vestirsi che nel socializzare.

La vita di Riley viene stravolta nel momento in cui i genitori le comunicano la scelta di trasferirsi a San Francisco dal Minnesota. A complicare il tutto saranno Gioia, che vuole garantire felicità alla bambina in ogni caso anche nelle situazioni più avverse, e Tristezza, ostinata a lasciarla intristire per tutte le cose negative che accadono dopo il trasloco.

Inside Out è un viaggio attraverso le emozioni di ciascun individuo, che ci permette di rivivere sensazioni e sentimenti legati ad un particolare ricordo o ad una specifica esperienza. La vera protagonista non è Riley, come si potrebbe apparentemente pensare, ma le cinque emozioni principali, che accompagnano la vita di ogni essere umano. Inside Out ci permette di esplorare la nostra sfera interiore e di analizzarla fin dai nostri primi passi.

Se in Up, Docter evidenziava il passare degli anni, la forza di riniziare a vivere in tarda età nonostante la crudeltà della vita, Inside Out analizza invece la fanciullezza, esplorando gli interessi e le passioni di una bambina e evocando da essi vari stati d’animo. Tutti noi guardando questo capolavoro ci immedesimiamo e ci riconosciamo nella piccola protagonista. La vita è fatta di momenti belli e attimi dolorosi, ed inevitabilmente alcuni ricordi vengono messi in un cassetto che rimane chiuso, a volte per sempre. Funziona così anche la mente di Riley, in cui i ricordi sia felici che tristi (ma non quelli più importanti, chiamati Ricordi Base) sono organizzati nella “Memoria a Lungo Termine”, in cui periodicamente avviene una pulizia generale dove alcuni di essi vengono risucchiati con l’aspirapolvere, per fare spazio ai nuovi.

Personaggio che rimarrà indimenticabile in casa Pixar è senza dubbio Bing Bong, amico immaginario e d’infanzia metà gatto, delfino ed elefante. Sarà lui a condurre Gioia e Tristezza nei tortuosi ricordi del la bambina, per poi scomparire nel momento in cui comprende che è l’ora per la piccola Riley di diventare grande. Ognuno nella propria infanzia ha avuto un peluche preferito, o un amico immaginario, o un qualsiasi gioco che ricollega alla fanciullezza, quindi come poter rimanere indifferenti durante la scena in cui Bing Bong con tenerezza scompare dicendo a Gioia: “Ricordati di portarla sulla Luna al posto mio”...


Con Riley siamo tornati bambini e diventati adulti in poco più di un’ora, realizzando un autentico viaggio dentro ognuno di noi. Inside Out dona una forte profondità a personaggi semplici, colorati e divertenti, non cadendo mai nel banale e dando una profonda lezione di vita. Nella vita abbiamo bisogno di tutte le emozioni, anche quelle a volte più sconvenienti come la Tristezza o la Paura, perché saranno loro in futuro a permettere di superare anche le sfide più tortuose.


-Mary

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