lunedì 21 marzo 2016

Come corde di chitarra - Recensione



Trama
In Giappone esiste una leggenda, parla di un filo rosso che unisce due anime destinate. Riley ha sempre creduto che il suo filo rosso fosse a Londra. Una sorta di sensazione, di quelle che non ti spieghi. Certo non avrebbe mai immaginato di raggiungere la capitale inglese in una giornata che sembrava come le altre nella sua Canberra, quando una telefonata improvvisa dette il via a tutto, come in un percorso fatto di tessere del domino. Riley scappò a Londra per ritrovare se stessa, incastrata tra nomi e lavori che non le appartenevano veramente, ignara del fatto, che a cambiare la sua vita non sarebbe stata la City ma il suono di una chitarra e le sue corde.


Riley è in fuga da un passato difficile, è in fuga da una realtà che le sta stretta e da una serie di decisioni sbagliate,
Decide così di rifugiarsi in una città che per una ragione o per l'altra considera casa: Londra.
Ed è proprio Londra la prima protagonista di questo romanzo, la Londra che tanto amo e che ho visitato tante (e mai troppe) volte, quella è la Londra vista con gli occhi di chi la ama e di chi ne sa cogliere le sfumature più belle.

La seconda protagonista di questo romanzo è la musica. Purtroppo sono piuttosto insensibile al suo fascino e me ne dispiaccio parecchio, ormai lo sapete, ma per ogni appassionato di musica questo romanzo è perfetto. Pagine e pagine di canzoni, corpi che fanno l'amore come le note di una melodia; ogni istante in questo romanzo è accompagnato dalla musica  e non posso far altro che trovarlo molto poetico.

Riley è appena arrivata a Londra e sente il suono di una chitarra, un suono che la incanta spingendola ad entrare nel pub da cui proviene.
Proprio lì inciampa, quasi letteralmente, sul tanto cercato filo rosso, sul suo vero amore e la sua vita prenderà un'altra piega, tutti i suoi programmi andranno a rotoli in men che non si dica.

Michael è un musicista, è un uomo ed è qualcuno che non aveva programmato Riley.
Per scrivere il suo personaggio Anna si è lasciata ispirare da Michael Malarkey, attore britannico conosciuto principalmente per il suo ruolo di Enzo in The Vampire Diaries, che ho avuto l'occasione di incontrare due volte, quindi mentre leggevo continuavo a vedere il suo volto, continuavo a sentire la sua voce ed è stato proprio bello.

Nello stesso momento in cui  Riley e Michael si incontrano scoprono di non avere scelta, sono destinati e possono leggere il proprio nome negli occhi dell'altro, ma sono entrambi fidanzati.
Non credete però sia così semplice, infatti spesso dietro una relazione si nasconde molto altro.

Questo è un romanzo estremamente passionale, Riley e Michael si completano, il corpo di uno si adatta perfettamente a quello dell'altro e una volta che se ne accorgono capiscono di non avere scampo.

Le leggende giapponesi sono la cornice perfetta di questo romanzo, la principale è quella del filo rosso che conoscevo già grazie al fandom di Teen Wolf (i miei Stydia ) e che mi emoziona ogni volta, ma grazie a questa lettura ho avuto modo di conoscerne altre e non posso che esserne felice dato che le ho trovate tutte estremamente interessanti.

Un'altra sottotrama che è riuscita a conquistarmi è la storia della mamma di Riley, il suo diario e la ricerca del suo filo rosso. Forse questa è riuscita ad emozionarmi anche più della trama principale, ma non vi dico altro per non rovinarvi la sorpresa.

Tra i personaggi secondari ho amato in particolar modo Elize, che vorrei tanto come amica e Kevin, con cui sinceramente io uscirei più volentieri che con Michael.

Riusciranno Riley e Michael a non spezzare il filo rosso che li lega? Riuscirà Riley  tenergli nascoste quella decina di documenti falsi che ha nel portafoglio?
Riuscirà a non farsi trovare dalla polizia australiana?.

Non vi resta che leggerlo per scoprirlo

Nessun commento:

Posta un commento