martedì 5 aprile 2016

Tutti in numeri sono dispari / Pierdomenico Baccalario - Recensione




Trama
Certe volte, in Afghanistan, il cielo è talmente limpido che se alzi la testa hai la sensazione di poter assaggiare il gusto delle stelle. E ci sono laghi così trasparenti che persino l'aria sembra riflettersi dentro. È il mondo dove è cresciuto Hazrat, che lui conosce da sempre. Ma è anche il mondo dove resta l'odore della guerra, che ti impregna i vestiti e nella mente ti gioca terribili scherzi. E così, quando a casa arriva un brutto incantesimo, e il sorriso di suo padre scompare, Hazrat sa che qualcosa sta per accadere. Quando arriva la follia, di notte, della famiglia di Hazrat non restano che macerie. Niente è più come prima, il mondo gli ha girato le spalle. E lui avrebbe potuto restare lì, a piangere, oppure fare la stessa cosa: girarsi, e scappare dalla parte opposta, il più lontano possibile. Gli basta uno zaino con lo stretto indispensabile, un paio di scarpe da ginnastica per quando bisognerà correre veloce, e una sola idea chiara in testa: vivere. Anche quando incontrerà i vigliacchi che gli insegneranno una parola, kamikaze, che ora non riesce nemmeno a sussurrare. Hazrat viaggia e scappa per migliaia di chilometri, attraversa confini che mai avrebbe pensato di valicare, con persone che barattano la vita con tutto quello che trovano, e altre che mai avrebbe pensato esistessero. E alla fine arriva in Italia, un paese che è quasi un miraggio, dove le persone sembrano sempre ballare e dove, ne è sicuro, tutti i giorni sono dispari.

Voto:❤ ❤ ❤ 

Recensione

Ciao, lettori!

Oggi sono qui per parlarvi di un romanzo un po' diverso dal solito. Da quando ho aperto il blog mi sono capitati tra le mani soprattutto Romance, Fantasy e Young Adult, qui invece vi parlo di una storia vera e molto attuale.
Ho trovato il romanzo all'usato, pagandolo solo 7 euro, e la prima cosa ad avermi attirata è stata il nome dell'autore: Pierdomenico Baccalario. Anni fa ho letto la serie di Century e l'ho amata alla follia quindi non potevo proprio resistere.
Sebbene io non legga spesso questo genere di libri, tutti quelli che ho letto mi sono piaciuti molto e mi hanno aperto gli occhi su alcune realtà e situazioni decisamente difficili da digerire.

Questa volta si parla di un bambino con una forza di volontà incredibile. Hazrat è costretto a fuggire dal suo paese d'origine, passando da un luogo all'altro, da un lavoro all'altro e da una realtà ad un'altra.
Abbandona la spensieratezza dell'infanzia nel momento in cui è costretto a lavorare in una fabbrica di mattoni, come raccoglitore di pistacchi, a percorrere la via dei papaveri con i trafficanti di droga, a restare per giorni nel bagagliaio di una macchina.
Vediamo tutto con i suoi occhi quindi il romanzo mantiene un certo tipo di leggerezza che non ci si aspetterebbe da una storia del genere.
 Ho trovato davvero belle le parti in cui il bambino scopre cose per noi molto ovvie. Oltre ad essere un bambino, in effetti, appartiene anche ad una cultura totalmente diversa dalla nostra.

Solo alla fine del romanzo ho scoperto che si tratta di una storia vera e a quel punto è più difficile ripensare a tutto quello che questo bambino ha dovuto affrontare.

Il romanzo è molto breve quindi non mi sento di dirvi altro per non rovinarvi la lettura.
Lo consiglio assolutamente e nel caso decidiate di leggerlo, mi piacerebbe sapere la vostra opinione a riguardo.


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