sabato 16 aprile 2016

Tutto può cambiare - Recensione / Ciak





Tutto può cambiare è il film con cui il regista John Carney si ripresenta sulla scena cinematografica dopo il suo successo internazionale nel 2006 con Once.
Ancora una volta, l’elemento essenziale è la musica.
Dan, produttore discografico allo sbaraglio sia in ambito professionale, sia nella dimensione familiare, vede nella giovane e promettente cantante Greta la sua unica àncora di salvezza.
Due realtà che s’incontrano, quella inglese interpretata da Greta (Keira Knightley) e quella americana di Dan (Mark Ruffalo) incorniciate da una città come New York

Tutto può cambiare viene definito una romantic comedy, anche se in realtà è proprio l’elemento romantico che manca. Se Dan ha una crisi esistenziale, Greta sta ugualmente passando un momento difficile in quanto il suo storico fidanzato Dave (Adam Levine, leader dei Maroon5), la abbandona appena raggiunto l’apice del successo. Dan e Greta si fanno forza a vicenda riuscendo a credere in sé stessi e a superare le difficoltà del loro cammino contando l’uno sull’altra.

Keira Knightley si presenta agli spettatori in una veste del tutto inedita. Abituati a vederla in ambienti storici con meravigliosi costumi d’epoca, questa volta ci sorprende nella parte di una cantante. Sebbene la sua intonazione non sia del tutto impeccabile, l’attrice riesce comunque a risultare piacevole e musicale.
Mark Ruffalo conquista la scena con la sua energia, la sua schiettezza e quel poco di pazzia degna di un artista rispetto alla sua co-star Keira, che timidamente cerca di farsi spazio tra le brillanti battute dell’attore.
Adam Levine fa il suo debutto come attore, nonostante la sua porzione di copione sia davvero ridotta, ma comunque apprezzabile.

Protagonista indiscussa non è solo la musica col suo ruolo di salvatrice, ma anche New York. Città cinematografica per eccellenza, accompagna i personaggi nel corso della realizzazione dell’album di Greta. Ogni canzone viene registrata in un luogo ben definito della città che non dorme mai. Ciò permette di guardare con occhi diversi quelle attrazioni già ben conosciute, investendole di tanti altri significati prima nascosti. La musica e New York sembrano camminare a braccetto. Inoltre, viene accentuato il fascino di questa atmosfera grazie ai numerosi commenti musicali.
La frase chiave dell’intero film è quella che Dan confida a Greta riguardo al potere della musica:
Grazie alla musica, una scena qualunque, di colpo viene avvolta di significato. Tutte queste banalità, improvvisamente, si trasformano in queste effervescenti e bellissime perle”.

Carney riesce a conquistare il pubblico con un finale sorprendentemente e piacevolmente inaspettato, andando a scavare nell’animo di questi personaggi, sfuggendo alla classica commedia romantica americana e non cadendo nei soliti clichès. Fattore innovativo, nonché punto fondamentale è il doppio jack, oggetto che permette di collegare due cuffie ad uno stesso mp3. Senza dubbio lo sdoppiatore rappresenta i due artisti, i quali grazie alla musica hanno compiuto un percorso di rinascita insieme.


Tutto può cambiare presenta un innovativo filone che oscilla tra il musical e la commedia, destinato ad essere amato per la sua freschezza e brillantezza. 



-Mary

2 commenti:

  1. Ciao! Complimenti per il tuo blog, è molto carino!
    Avevo in mente di andare a vedere questo film quando è uscito al cinema... mi incuriosisce parecchio!

    Se ti va, passa a dare un'occhiata al mio blog lanostrapassionenonmuore.blogspot.it , a tema libri e cultura!
    A presto :-)

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    1. Ciao =) Grazie e passo volentieri =)

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