lunedì 2 maggio 2016

Deathdate- Lance Rubin /Recensione




 VOTO:❤ ❤ 

Vi siete mai chiesti come sarebbe un mondo in cui tutti conoscono la data precisa della propria morte? Un mondo in cui nessuno ha più niente da vincere o da perdere? Questo è il mondo di Denton Little, diciassette anni e un'unica certezza. Morirà la notte del ballo scolastico. La sua vita è sempre stata piuttosto normale, ma - ora che mancano solo due giorni alla fine - Denton sente di non avere più tempo da sprecare. In meno di quarantotto ore vuole collezionare più esperienze possibili. Ma le cose si complicano quando Denton incontra uno strano tizio che dice di avere un messaggio da parte della madre, morta ormai da molti anni. All'improvviso le ultime ore di Denton si trasformano in una corsa contro il tempo, una disperata ricerca della verità, e forse di una via di uscita.




In un mondo in cui tutti conoscono la data della propria morte, Denton Little è un prematuro, destinato a morire a soli diciassette anni. Proprio questa triste "caratteristica" lo ha unito da bambino al suo migliore amico Paolo.
A sole 24 ore dalla sua morte, la vita di Denton si complica parecchio: dovrebbe concentrarsi solo sul suo funerale (ebbene sì, qui glielo fanno da vivo) e invece si ritrova la mente piena di altri pensieri. La sua (irritante) fidanzata non lo ha lasciato come pensava e lui è andato a letto con la sorella del suo migliore amico, la mamma del compagno di giochi ha uno schedario nascosto pieno di sue foto e uno strano individuo, che dice di essere amico della madre defunta di Denton, lo avvicina al suo funerale dicendo di telefonargli in caso si accorgesse di essere seguito dal governo.
A confondere ancora di più il nostro protagonista c'è uno strano sfogo viola che sembra crescere minuto dopo minuto, sarà quello ad ucciderlo? Cosa vuole il governo da lui? Per quale motivo la madre, di cui quasi nessuno gli ha mai parlato, è riapparsa proprio ora nella sua vita? E se Denton dovesse riuscire a sopravvivere?

Il libro mi è piaciuto molto, è scorrevole e si arriva alla fine in un baleno. Lance Rubin è riuscito a costruire un mondo quasi uguale al nostro, con una piccola differenza che, però, riesce a dare il via a una serie di usi e tradizioni ai nostri occhi assurde, fino a renderle quasi credibili.
L'unica cosa che non ho apprezzato in questo romanzo è l'umorismo. Sarò strana io, a quanto pare, perchè da quel che leggo in giro, l'umorismo è stata la carta vincente della storia, ma ho trovato Denton fin troppo infantile, non sono riuscita a ridere, però questo non mi ha impedito di godermi la storia.
Questo romanzo mi ha fatta pensare: vorrei davvero conoscere la data della mia morte? Potrei organizzarmi, fare per tempo tutto quello che ho sempre voluto fare, salutare le persone a cui voglio bene, MA non funziona proprio così nel mondo di Denton. Il fatto che io sia destinata a morire a novant'anni non mi impedisce di rimanere i coma dai 20 ai 90, quindi forse sarebbe meglio non sapere e vivere comunque ogni giorno come se fosse l'ultimo.
Pensandoci bene è una bella frase e sarebbe bello farlo, ma non lo fa mai nessuno. Viviamo tutti nella speranza di avere un giorno e poi un mese e poi anni e anni ancora a disposizione. Sogni che speriamo di realizzare, ma che posizioniamo così avanti nel tempo da non sapere se si realizzeranno mai.
C'è una soluzione? Per ora non mi viene nulla in mente, se avete qualche idea fatemelo sapere.

Alla prossima!
Bacini

2 commenti:

  1. La soluzione al "come vivere davvero giorno per giorno?" purtroppo non ce l'ho, ma concordo con quasi tutto ciò che hai detto del romanzo. A tratti Denton è sicuramente infantile, però é un romanzo decisamente particolare e anche a me è partito il filmino mentale di un'ipotetica data di morte dell sottoscritta, pensando a cosa farei. Sostanzialmente viaggerei, soprattutto se scoprissi che la fine è vicina (tocchiamo ferro!)! Però come dici tu potremmo anche sapere di scampare fino ai 90 senza sapere che però lo faremo da vegetali quindi diciamo che è meglio non sapere XD

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    1. Io scriverò un distopico in cui mi dicono la data esatta del mio matrimonio con Christopher ahahaha

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