martedì 24 maggio 2016

Intervista a Rory Scorpiniti, autrice di "Here"


Buonasera a tutti!




Tempo fa vi avevo recensito un new adult che avevo amato alla follia. Sto parlando di "Here" di Rory Scorpiniti, autrice con cui ho avuto il piacere di fare due chiacchiere la  settimana scorsa.
Come già sapete, io e Rory siamo amiche da anni, quindi non ho dovuto faticare troppo per convincerla a rispondere a qualche domanda.
Se vi siete affezionati a Ella e James non temete, presto arriverà il seguito di "Here": "Now".


Dite che se io le pagassi un caffè mi rivelerebbe la fine di Now?

 Mentre io vado a spillarle qualche spoiler voi godetevi l'intervista!




 Come è nata l' idea di Here?

L’idea di Here è nata per caso iniziando a scrivere una fanfiction su Jamie Campbell Bower su EFP.


 E' stato difficile scrivere di Jamie/James dato che è una persona che esiste davvero?

Più che altro, ho sempre cercato di rimanere fedele all’idea che avevo di lui. Non ho mai voluto snaturarlo troppo. Volevo che la gente imparasse ad amare James per le caratteristiche che io amo di Jamie Campbell Bower. Ovviamente è tutto abbastanza romanzato... ma ancora oggi, leggendo alcune sue interviste mi ritrovo a pensare: ”ma quanto sei James?” Sì, questa cosa inizia a sfuggirmi di mano.


Come descriveresti Ella?

La prima parola che mi viene in mente è: REALE. Ella è un personaggio insicuro, che tende ad autosabotarsi. E' sicuramente un personaggio molto facile da odiare con la marea di errori e scelte sbagliate che commette. Però cerca di imparare dai propri errori, e chi è che non inciampa provandoci?


Quanto di te c'è in lei? 

Sai, proprio l’altra sera rispondendo ad un’altra intervista mi sono resa conto che sicuramente siamo entrambe due irrimediabili stacanoviste. Ma alla fine, il personaggio che mi somiglia di più è quello di James... entrambi tendiamo verso la rassegnazione eroica del quale parlava Verga. Io sto provando a sfuggire a questa sorta di destino e anche James ci sta provando, ma in maniera diversa.


 Quanto ci hai messo a scrivere Here? Cosa ti ha aiutata maggiormente? Hai mai avuto il blocco dello scrittore?

Here è stato un vero e proprio parto. Non saprei quantificare il tempo preciso... La fanfiction è partita nel 2013 ma non era altro che una prima bozza, anche se è stato lì che ho “conosciuto” Ella e tutto il suo mondo. Ci sono stati tanti momenti dove ho pensato di lasciare perdere tutto, di non essere all’altezza, e quello che mi ha aiutato di più è stata la fiducia che i miei amici mi hanno dimostrato. Here è venuto alla luce perché nella mia vita ci sono tante persone meravigliose. Sì, ho smesso di scrivere per un periodo infinito. Non trovavo più dentro di me i personaggi: Ella era troppo lontana da me e odiavo James. Devi sapere che quando ho iniziato questa avventura vivo per lo più in due mondi: il mio reale fatto di duro lavoro e dell'affetto delle persone care e quello di Here. In quello di Here proprio come in quello reale spesso mi capita di odiare i personaggi, di biasimarli per le loro scelte. Ma in fondo sono i miei bambini no? Ed una madre difende sempre i propri bambini, nonostante tutto.


Ella ha due uomini nella sua vita, Nick e James, che si contendono il suo cuore. Quali sono le differenze tra le due coppie?

Sono due concezioni dell' amore diametralmente opposte e penso che distinguere le coppie in base al personaggio sia riduttivo. Sono due tipi di amore differente. Il primo è un amore maturo, con il destino avverso, mentre il secondo è quell’amore che rende inutile l’aria e il cibo se rimani senza. Ella ha passato la vita credendo di non poter amare nessun altro e poi è arrivato James che ha fatto crollare ogni convinzione. Penso che tutti, almeno una volta nella vita, meritiamo un James che sconvolga ogni convinzione e ci faccia provare quell’amore che smarrisce. Penso che sia difficile scegliere da che parte stare, e io stessa non so dire quale delle due coppie sia la mia preferita. Ma in parte dipende dal tipo di persona che si è. La Ella Grey che amava Nick è una “persona” diversa da quella che ama James.

Presto uscirà un sequel di "Here" e vedremo cos'è successo a James, Ella e a tutti gli altri. Ma sono molto curiosa, cosa dobbiamo aspettarci da Now?

Mi piace molto questa domanda, e proverò a rispondere senza fare troppi “spoiler”. Le situazioni che vedremo in Now sono vicine ma allo stesso tempo molto lontane da Here. I personaggi sono cresciuti nel primo libro a causa di quello che hanno passato, sono per certi aspetti maturati e per altri sono stati messi di fronte a verità che hanno sviluppato delle impasse. Non si può più tornare indietro. Queste scelte stanno determinando tutto il sequel di Here, perchè proprio come nella vita reale ogni azione comporta una conseguenza e solo se i personaggi sapranno affrontarle in maniera adulta, riusciranno ad uscirne interi. La domanda con cui inizia “Now" è: come può Ella guardare dentro l’abisso di James senza affogarci dentro? Come può affrontare i suoi demoni, senza che diventi lei stessa un mostro?

 Perché hai scelto di lasciare così tanto spazio alla musica?

Cosa ascolti? Suoni qualcosa? Entrambi i miei personaggi amano la musica, ma si rapportano ad essa in maniera differente. James in Here dice: “Nella musica non ci sono bugie”. Per James, mi è piaciuto mostrare come anche un personaggio così corrotto avesse qualcosa che tratta con così tanta devozione. James è un ragazzo che nella vita è sceso a tanti compromessi... nonostante il suo carattere, nonostante le sue convinzioni. Ma non ne ha mai accettato nessuno per la cosa che amava di più: la musica. E infatti non hai nemmeno voluto “sporcarla” con i soldi. Ella è un personaggio spezzato, lo prova il fatto di non riuscire più a suonare il suo pianoforte. Ha legato ad esso troppe emozioni, e suonare vuol dire affrontarle. Sono argomenti che ho cercato di approfondire nel seguito. Per quanto riguarda me in prima persona: sono appassionata di musica, ma non ho mai avuto la devozione di suonarne uno. Ascolto tanti generi diversi: passo da Chopin a i Nirvana, seguo i concerti dei Counterfeit (Il gruppo di Jamie Bower) come una 14enne e amo Ed Sheeran. Ascolta davvero di tutto, e mi piace prestare molta attenzione al testo. Nel prossimo libro, tra l' altro, mi piacerebbe inserire una playlist di lettura.


 Quali sono state le parti più difficili e quali le più naturali da scrivere? 

Le più facili sono state le scene di Ella e Arya. Sono due personaggi con una sintonia perfetta. Una sintonia che nella realtà forse è difficile da ottenere, e forse è anche essere riuscita a creare questa loro amicizia inossidabile una cosa di cui vado fiera. Le scene più difficili da scrivere sono state le scelte che hanno determinato il romanzo. I punti di svolta. A volte ero talmente arrabbiata con i miei personaggi (sopratutto con Ella per le sue discutibili scelte) da aver faticato a mantenere una posizione neutra. A volte volevo essere la sua vocina interiore e poterle dire: Ma cosa caspita stai facendo?!


 Quando Jamie si è accorto di amare Ella? Cosa ha comportato questa consapevolezza?

Bisogna fare una premessa molto particolare prima di rispondere a queste domande: James, nonostante tutto, è un personaggio che non ha mai avuto paura d'innamorarsi. A differenza di Ella, sebbene abbia alle spalle un quasi-matrimonio fallito, lui non si era mai messo dei freni a livello emotivo. Semplicemente, non li cercava. E i rapporti occasionali erano senza dubbio più semplici da gestire. Detto questo, è difficile stabilire il momento esatto... un po' come nella vita, no? Non sappiamo mai dire il giorno, in momento preciso, perchè la vita è fatta da tanti attimi che non possono essere indipendenti o scissi dagli altri. E' una domanda difficile anche per me. So che James non è un personaggio eroico o particolarmente romantico. L' incontro con Ella è capitato, e sono abbastanza sicura che pensasse fosse solo un'altra bella ragazza con cui trascorrere qualche notte. Lei, però, ha sempre mantenuto una certa distanza, una distanza che l’ha incuriosito. Insieme hanno avuto parecchi momenti carini fin dall'inizio, ma penso che i momenti cruciali siano stati quelli dove lui si è ritrovato da solo. Come dopo Brighton, mentre è ossessionato dall’idea di lei in mezzo a tanti altri ragazzi, afferra le chiavi per raggiungerla attraversando il sud dell’Inghilterra per riportarla a casa. Forse è lì che, una volta di più, realizza che che vuole stare con lei, che non vuole condividerla con nessuno, che è innamorato di lei. Ma la verità gli è piombata addosso, probabilmente, quando ha saputo di Nick. La consapevolezza di non riuscire a dimenticarla lo sconvolge e lo fa arrabbiare. Forse è lì che si rende conto davvero di non avere altra scelta.

 Qual è il personaggio secondario di cui hai scritto più volentieri?

Vorrei dirti che è Arya, perché le sue parti sono le mie preferite. Però, la verità, è che ho amato scrivere di Nicholas. Lui è un personaggio davvero complicato, è un personaggio così leale che fargli dal male mi ha devastata. Quando Ella faceva male a James, oserei dire che la maggior parte delle volte se lo meritava. Nick invece no, è un personaggio che ha sempre preso decisioni importanti e decisive, ma che ha subito più di tutti le scelte sbagliate della protagonista. Ella ha deciso di lasciare Nicholas, e lui non ha potuto fare altro che subire una scelta non motivata, una scelta che ha cambiato in maniera irrimediabile la sua vita. Apprezzo TUTTE le caratteristiche di Nick. Lui è tutto quello che James non è, che non può essere. Quando ho creato Nick, la storia di Ella aveva già preso forma, c’era già stato Ryan nella sua vita, ed era arrivato James. Mi sono detta che un personaggio come Ella meritava un grande amore alle spalle, diverso da Ryan, un personaggio così spezzato doveva aver sofferto per il grande amore. E anche James meritava un buon antagonista! Benché non piaccia sentirlo ai lettori: Nick rappresenta il grande amore di Ella. Tutti ne abbiamo avuto uno e non sempre è quello che sposiamo. Ma penso che l’amore che Ella ha provato per Nick renda straordinario l’amore che ora prova per James. Ella ama James con la consapevolezza di saper cosa significa amare, di aver amato un’altra volta, di conoscere quanto l’amore può spezzare, con la certezza di poter soffrire e di voler lottare.



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