venerdì 27 gennaio 2017

I miei 5 momenti più sfortunati - Lifestyle

Buongiorno personcine!

 

Non so se vi ho mai accennato qualcosa a proposito della mia sfortuna, ma ho deciso di raccontarvi 5 avvenimenti in cui la fortuna si è presa gioco di me.
Siete pronti a prendermi in giro?

1- Mio padre è un grandissimo tifoso della Juve e da piccola mi portava sempre allo stadio nella speranza che io diventassi una grande fan del calcio. Illuso.
Domenica pomeriggio e sono in tribuna a Torino a guardare distrattamente una partita. Ad un certo punto qualcosa mi colpisce dritta dritta in faccia. Il pallone. E no, non ero in curva, quindi nessuno ha capito come abbia fatto a beccarmi una pallonata in faccia.
Ah, quasi dimenticavo mio padre che urla " Prendi la palla!!"


2- Primo giorno di università. Tracolla nuova, cancelleria rosa appena uscita dal negozio e outfit studiato giorni prima. Sono quasi pronta ad uscire di casa quando mi ricordo della merenda. Il primo giorno ci teniamo tutti ad avere i quaderni ordinati, e uno spuntino pronto da essere trangugiato in caso di languorino improvviso. Quindi prendo qualcosa da sgranocchiare e decido anche di portare un Estathè. Previdente (e rassegnata alla sfiga) quale sono, decido di mettere il tutto in un sacchetto di stoffa. Poi ci ripenso, meglio mettere l'Estathè in un sacchetto di plastica sigillato da rimettere poi nel sacchetto di stoffa. Arrivata in Università sento qualcuno che mi picchietta sulla spalla. Mi volto con un sorriso a 32 denti, la mia prima amica in università, eccola qui!
"Goccioli" mi dice lei fissandomi negli occhi. Il mio sorriso sincero viene sostituito da uno sguardo confuso.
"Scusa?" Non riesco a capire. Perché mi guarda così? Lo sguardo pieno di compatimento della ragazza mi fa temere il peggio.
"Goccioli" ripete lei. Questa volta però indica qualcosa.
In fondo al cuore so già quello che avrei visto seguendo la traiettoria del suo indice.
Ovviamente l'Estathè si è rotto dipingendo di arancione tutto il contenuto della mia tracolla. Quaderni, post-it, blocchetti, tutto finito nel cestino prima ancora di essere stati sfogliati. La mia tracolla è fradicia e so che non si può lavare per via del materiale, il mi astuccio è fradicio, l'outfit che avevo scelto con cura è macchiato e ora che ci faccio caso lo sono anche le mie scarpe.
Beh, almeno il profumo di pesca non è male.

3- Sono le 19.35 e sto tornando dall'università. Ovviamente ho perso il treno che avevo intenzione di prendere quindi torno a casa con il buio. Provate a visualizzarmi: Cappotto verde, treccine bionde, zaino rosa e tra le mani un raccoglitore rosa con un cucciolo in primo piano. Da lontano vedo due occhi luminosi appartenenti ad un gatto raggomitolato sulla sommità di un muretto.
Sorrido tra me e me perché i gatti sono sempre carini, ma proprio quando passo accanto al muretto quella piccola e tenera creaturina infernale spicca un salto e finisce dritto dritto sulla mia testa. Mi sta attaccando. Lascio cadere il raccoglitore e comincio a scuotere la testa coprendomi gli occhi che il micino tenta di graffiare. Una volta riuscita a liberarmene recupero il raccoglitore e mi dirigo verso casa con qualche ciuffo di capelli in meno.

4- Questa è breve ma vale la pena inserirla. 7.08 del mattino, stazione affollata di una piccola città nel pavese. Tiro fuori la mia borraccia nuova di zecca per bere. E rosa, con dei pois argentati e un tenero fiocchetto il cima. Sto per stapparla quando un uomo mi passa davanti correndo e in un battito di ciglia non ho più la mia borraccia. Mi resta solo la mia espressione da pesce lesso.

5- Ero terribilmente indecisa per l'ultima, così tanto che ho deciso di tenerne alcune in serbo per una seconda parte, perché quando si parla di sfiga ho materiale da vendere.
25 novembre, un pomeriggio come un altro, se non fosse che sono terribilmente annoiata. Ho 13 anni e un cellulare senza internet, così decido di guardare il calendario e mi accorgo del fatto che manchi solo un mese a Natale. Presa dalla noia decido di preparare i messaggi di auguri, salvarli tra le bozze e inviarli poi a Natale. Li scrivo alle mie amiche, al ragazzo che mi piace, ai miei parenti. Scrivo una trentina di messaggi, poi salvo tutto e decido di andare al cinema. Uscita dalla sala accendo il telefono e mi ritrovo moltissimi messaggi. Sì, avete capito, qualcosa è andato storto e ho mandato tutti i messaggi di auguri il 25 novembre, un mese in anticipo. Ovviamente tutti hanno pensato fossi impazzita, ma visto che il ragazzo che mi piaceva si è visto recapitare 2 pagine di messaggio, sono andata nel panico. Mi sono inventata una storia senza capo né coda su una scommessa, o qualcosa del genere, senza il MINIMO senso. Davvero terribile.

Per questa volta è tutto! Voi volete raccontarmi uno dei vostri momenti più imbarazzanti?

4 commenti:

  1. Ma povera! Direi che ti perseguita proprio la sfortuna D:
    Mi immagino poi la faccia di quelli che hanno ricevuto i tuoi auguri anticipati! xD
    Però dai l'idea di una scommessa è stata una bella pensata per levarsi dall'impiccio! xD

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    1. Dovrò scrivere sicuramente una seconda parte ahahahah

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  2. Ahahahahahahaha dopo questo post mi sento meno sola xD

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  3. Povera te xD La scena con il gatto è stata assurda! Io cerco di attaccare bottone con ogni gatto che incontro, ma di solito se proprio non gli piaci scappano o si tengono lontani. Raro che attacchino così! Dovevi proprio stargli antipatica xD

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