lunedì 15 maggio 2017

"Gli Innocenti" di Paola Calvetti - Recensione







Voto: ❤ ❤ ❤  +

Trama
Jacopo e Dasha sono in scena per il Doppio concerto per violino e violoncello di Brahms che, pagina dopo pagina, è l'occasione per rivivere i passi della loro storia d'amore. Dopo una lunga assenza, Jacopo torna a Firenze, all'Istituto degli Innocenti, il luogo eletto che lo ha accolto quando venne abbandonato da una madre rimasta nell'ombra, la cui identità è diventata negli anni la sua claustrofobica ossessione. «Come posso scoprire la mia storia se non so da dove vengo?» si chiede. Adottato da una famiglia troppo fragile e gravato di aspettative insostenibili, Jacopo è stato privato della spensieratezza dell'infanzia. A salvarlo è stato un piccolo violino, l'ancora alla quale assicurare i desideri e i sogni. Perché, se la felicità è un talento, Jacopo riesce ad avvicinarla solo stringendo fra le braccia lo strumento. Ma non sempre l'amore salva. Non se nell'amore pulsano, insistenti, vecchie ferite. Dasha, nata in un piccolo paese in Albania, è cresciuta circondata da un amore che Jacopo non conosce. Grazie a un padre devoto e illuminato, ha potuto frequentare il Conservatorio di Tirana, dove ha incontrato il violoncello, destinato a diventare il suo unico amico. Fuggita dal porto di Durazzo, dopo la rovinosa caduta del regime, è sbarcata a Brindisi il 7 marzo del 1991, insieme a migliaia di profughi. Anche le sue radici sono state recise, ma la musica ha compiuto il miracolo di preservare dal dolore il suo animo delicato e forte. Eppure nemmeno Dasha, che ora suona di nuovo accanto a lui, è riuscita a distogliere Jacopo dalla ricerca di un passato che ha il potere di avvelenare il presente, rendendo orfani i due amanti di un futuro possibile. Dove ad aspettarli, forse, c'è un bambino. Nel corso dell'esecuzione del Doppio di Brahms accadrà qualcosa di totalmente imprevisto. La musica si fa eco dell'amore e di una sconvolgente rivelazione.




Recensione

Buongiorno, lettori!

Dovete sapere che questo è il primo romanzo di Paola Calvetti che io abbia mai letto. Ovviamente conoscevo l'autrice per il suo "Olivia ovvero la lista dei sogni possibili" amato da molti miei amici lettori, ma come dicevo prima non è ancora capitata l'occasione di leggerlo.
Questa volta voglio parlarvi della sua ultima pubblicazione "Gli Innocenti", la storia di due musicisti uniti dall'amore e dal dolore.
Dasha è fuggita dall'Albania su un barcone portandosi dietro poco più del suo violoncello. Un passato tragico che l'ha segnata per sempre nonostante sia ancora giovane.
Jacopo è molto più grande di Dasha, ma la famiglia adottiva, i numerosi viaggi e le svariate donne con cui ha passato il suo tempo non sono riusciti a fargli dimenticare e accettare l'abbandono della madre biologica che lo ha reso orfano.
I due si incontrano durante la prima turnèe e l'attrazione è immediata. Superati i dubbi e le paure iniziali, i due cominciano una storia d'amore intensa e duratura. Tuttavia i fantasmi di Jacopo tornano a tormentarlo e presto l'amore reciproco non basta più a tenerli uniti.
Questo romanzo parla di musica, anzi forse sarebbe meglio dire che questo romanzo è musica pura. Ogni parola, ogni relazione è imperniata di amore per la musica. Ha colpito anche me, che come sapete non sono particolarmente sensibile alla musica, non oso immaginare cosa trasmetterebbe questo romanzo a un appassionato o a un musicista.
Uno suona il violino, l'altra il violoncello, entrambi hanno iniziato detestando il proprio strumento che ora è quasi un prolungamento delle loro braccia.
Dasha è stata la mia preferita, sebbene la vita non sia stata clemente con lei, ha comunque trovato il modo di rialzarsi, di sperare in un futuro migliore e di farsi carico persino dei problemi e delle vite altrui. 
Penso sia un po' difficile invece apprezzare Jacopo, scostante, l'eterno addolorato che non riesce ad andare avanti a causa del suo passato.
Questo romanzo è una breve sinfonia le cui note si intrecciano per dar vita a qualcosa di meraviglioso.

La mia parte preferita del romanzo? Assolutamente la prosa della Clavetti, impeccabile, il tutto risulta misurato e ben costruito. Devo assolutamente recuperare altri suoi libri perché padroneggia la lingua in modo meraviglioso.

Non lasciatevelo scappare!

A presto! <3

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