Leggiamo insieme "The Outsiders" di S. E. Hinton

 Trama

Da quando un incidente d'auto si è portato via i genitori, Ponyboy, 14 anni, vive in equilibro instabile con i fratelli maggiori Darrel e Sodapop, con l'ombra dei servizi sociali a rabbuiare i giorni. La vera famiglia di Ponyboy è però più larga, e abbraccia gli altri membri dei Greaser, la banda dei ragazzi dei quartieri poveri in costante guerra con i Soc, i rampolli con la puzza sotto il naso e i portafogli sempre gonfi. Ma una sera Ponyboy e l'amico fragile Johnny conoscono due ragazze Soc, e si scoprono meno diversi di quanto credessero. Nella lunga notte, lo sconfinamento innesca però una spirale di rabbia violenta, mettendo Soc e Greaser di fronte all'unica domanda che non si sono mai posti: è davvero il quartiere in cui siamo nati a determinare chi siamo, e ancor più chi diventeremo, oppure tutti, ricchi o poveri, lottiamo con gli stessi dilemmi, e ammiriamo gli stessi tramonti?

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Prima di qualche settimana fa non avevo mai sentito nominare questo romanzo, non sapevo di cosa parlasse e non avevo visto il film diretto da Francis Coppola che vede come protagonisti attori piuttosto famosi. E poi l'ho letto tutto d'un fiato in una domenica troppo umida e fredda, bloccata in una stazione con tutti i treni in ritardo e per la prima volta non mi è dispiaciuto per niente essere lì. The Outsiders è diventato uno dei miei romanzi preferiti e quasi mi vergogno per averlo scoperto così tardi. Mi fa davvero piacere abbiano deciso di ristamparlo perché penso sia importante che anche gli adolescenti di oggi possano leggerlo. Le tematiche del romanzo non sono semplici, parliamo di quartieri in cui la violenza regna sovrana, in cui ragazzini crescono troppo in fretta, tra una rissa, una rapina e qualche mese in cella. È un posto difficile in cui crescere e in cui è ancora più difficile sopravvivere restando se stessi.
Per una settimana leggeremo e commenteremo insieme il romanzo che mi ha conquistata fin dalle prime pagine.

                                       

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"Potevo aspettare che Darry o Sodapop uscissero dal lavoro, per andare al cinema. Sarebbero venuti con me, o mi avrebbero accompagnato in macchina, o a piedi, anche se Soda non riesce a stare fermo seduto abbastanza da godersi un film e Darry si annoia a morte. Darry pensa che la sua vita gli basta senza ficcare il naso in quella degli altri. Oppure potevo convincere uno della
banda a venire, uno dei quattro ragazzi con cui io, Darry e Soda siamo cresciuti e che per noi sono la famiglia. Siamo uniti quasi come fratelli; quando si vien su in un quartiere affiatato come il nostro si finisce per conoscersi molto bene. A pensarci potevo chiamare Darry e sarebbe passato a prendermi tornando a casa, oppure Two-Bit Mathews – uno della banda – veniva a prendermi in macchina, se glielo chiedevo, ma a volte non uso la testa. Quando faccio così mio fratello Darry diventa matto, perché io dovrei essere quello sveglio; prendo bei voti e ho un QI alto e tutto, però non uso la testa. E comunque mi piace camminare.
Avevo quasi deciso che non mi piace così tanto quando ho visto quella Corvair rossa che mi seguiva. Mancavano quasi due isolati a casa, così ho cominciato a camminare un po’ più in fretta. Non mi erano mai saltati addosso, ma avevo visto Johnny dopo che quattro Soc l’avevano beccato, e non era un bello spettacolo. Dopo, Johnny aveva paura anche della sua ombra. E aveva sedici anni, allora.
Ho capito che non serviva, comunque – camminare veloce, dico – ancora prima che la Corvair accostasse e scendessero i cinque Soc. Mi sono preso un bello spavento – anche se sono ben piazzato, sono basso per avere quattordici anni, e quelli erano più grossi di me. In automatico ho infilato i pollici nei jeans e mi sono ingobbito, e mi sono chiesto se correndo magari riuscivo a scappare."
 

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Ponyboy, uscito dal cinema, comincia a svelarci qualcosa sul legame che lo lega al resto della banda. Saranno anche teppisti, ma sanno cosa significa la parola famiglia. Per molti di loro la vera famiglia è quella che si sono scelti, non i genitori che li picchiano a casa, ma il resto della banda che tra un arresto e l'altro è sempre lì a sostenerli. 
Ponyboy è un amante del cinema, un gran lettore e ha ottimi voti, ma non pensa mai. Fino a questo momento gli è sempre andata bene, ma uscire da solo non è stata una buona idea e presto ne pagherà le conseguenze.


Per scoprire cosa sta per succedere al povero Ponyboy e per recuperare i due estratti precedenti date un'occhiata al calendario e passateci a trovare sugli altri blog.



A presto!

1 commento:

  1. Great post!

    You have a nice blog!

    Would you like to follow each other? (f4f) Let me know on my blog with a comment! ;oD

    Have a great day!

    xoxo Jacqueline
    www.hokis1981.com

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